Valencia, per un week end fra tradizione e tecnologia.

Scrivo per raccontare il week-end che ho appena trascorso a Valencia e per raccomandare a tutti di visitare questa città meravigliosa.

A Valencia avevo trascorso 6 mesi nel 1997 grazie al progetto ERASMUS e ci sono tornato 13 anni dopo con mia moglie e mia figlia di 21 mesi. Devo dire che non solo non ha perso il fascino della sua storia e delle sue tradizioni, ma si è arricchita di opere stupende e modernissime.

La Città delle arti e delle scienze è un complesso modernissimo e affascinante, progettato dall’architetto Calatrava con uno stile simbolico molto originale: da visitare assolutamente l’oceanario, uno dei più grandi e ricchi d’Europa, con moltissimi squali e lo spettacolo dei delfini (consiglio di verificare all’ingresso gli orari delle esibizioni), il Museo che propone tanti meccanismi interattivi e magari anche l’Hemisferic, specialmente se si hanno bambini tra i 5 e i 10 anni.

Il centro di Valencia è sempre molto carino e comunque piccolo, visitabile tranquillamente in una mezza giornata. L’ideale sarebbe andare tra il 16 ed il 21 marzo perchè c’è la festa de Las Fallas e in città si festeggia per 5 giorni e 5 notti.

Una visita la merita sicuramente la zona della spiaggia, la Malvarrosa, con un lungomare godibile di 7 km e molti ristoranti dove magiare paella e frutti di mare. Il più noto è il Pepica ma noi abbiamo mangiato magnificamente anche da El Coso, che è proprio di fianco al Pepica.

In generale non dimenticate di mangiare la paella, quella valenciana di carne (pollo e coniglio), di bere l’Orxata de Xufa (Orxateria El Siglo o la Santa Caterina che sono entrambe tra Plaza de la Reina e Plaza Redonda) e soprattutto di godervi il sole mangiando e bevendo all’aperto.

Autore Foto: zac mc

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