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Il centro storico di Pistoia cela, a poche decine di centimetri di profondità, una seconda città sotterranea, una memoria silenziosa e sconosciuta, da poco aperta al pubblico. Si tratta di un percorso della lunghezza di circa 700 metri inaugurato a maggio 2010 e recuperato dall’Istituto di Ricerche Storiche Archeologiche (IRSA), che si occupa anche della sua gestione.
Il percorso, denominato Pistoia Sotterranea, porta il visitatore alla scoperta della storia della città letteralmente dalle sue fondamenta: esso si snoda lungo l’antico corso del Torrente Brana, fiume poi deviato nel medioevo e sostituito da una canale artificiale, la Gora di Scornio, oggi intubata. La presenza di un corso d’acqua in città permetteva attività indispensabili nella città preindustriale, oltre al normale uso di approvvigionamento idrico per abitazioni, orti e giardini.
Il suggestivo tour porta il visitatore alla scoperta di antichi opifici come un mulino orizzontale del XII secolo, vasche per l’uso pubblico dell’acqua, un mulino battiferro e resti di antichi ponti, il più antico dei quali è di origine romana. Il percorso mostra, da sotto, anche il succedersi delle varie fasi edilizie di uno dei più importanti complessi monumentali della città: l’Ospedale del Ceppo, ancora oggi funzionante dal 1277, noto per la decorazione della facciata eseguita con la raffinata tecnica della terracotta invetriata all’inizio del XVI secolo. Anche l’ospedale, come gli altri antichi edifici, durante la sua espansione andò lentamente a ricoprire il torrente con imponenti voltoni rimasti intatti, per potersi servire direttamente dell’acqua con un ingegnoso sistema che permetteva un rifornimento diretto. La storia dell’Ospedale del Ceppo continua con un altro gioiello nascosto: il settecentesco anfiteatro utilizzato per la ricerca anatomica, il più piccolo del mondo. In onore delle nuove scienze (come l’anatomia, la chirurgia e la fisiologia) viene creata intorno alle sedute semicircolari e al tavolo anatomico, una delicatissima cornice di affreschi neoclassici che si possono ammirare tutt’oggi. Lo studio dell’anatomia con approccio moderno e sperimentale rese celebre l’Antica Scuola Medica (1666-1844) grazie ai suoi animatori che si distinsero per scoperte di portata mondiale. Il più famoso è Filippo Pacini, scopritore dei corpuscoli tattili che portano il suo nome, e del vibrione del colera. La visita si completa con la collezione dei ferri chirurgici, i più antichi dei quali risalenti alla fine del XVIII secolo, forgiati direttamente dagli ottimi fabbri pistoiesi, e di una curiosa macchina ostetrica, raro esemplare che testimonia una della prime specializzazioni in ostetricia d’Italia.
Inoltre, il museo fa parte di una rete museale che include anche il Museo Ferrucciano di Gavinana, incentrato sulla figura di Francesco Ferrucci; il Museo e Centro di Documentazione della Ferriera Sabatini, di prossima apertura e i rifugi antiaerei SMI (Società Metallurgica Italiana) a Campotizzoro, anch’essi di prossima apertura, dove i rifugi antiaerei della seconda guerra mondiale si sono perfettamente conservati ad una profondità che varia da 15 a 30 metri.
Orario visite Pistoia Sotterranea, sempre guidate (non è necessario raggiungere un numero minimo di partecipanti):
dal 1 aprile al 30 settembre: ore 10:30, 11:30, 12:30, 14:00, 15:00, 16:00, 17:00, 18:00;
dal 1 ottobre al 31 marzo: ore 10:30, 11:30, 12:30, 14:00, 15:00, 16:00, 17:00.
Accessibile ai disabili.
Ulteriori informazioni su www.irsapt.it;
Facebook profilo “Pistoia Sotterranea”;
Tel. 0573/368023;
E-mail info@irsapt.it