Turismo ambientale, turismo responsabile, turismo ecologico, ecoturismo, nel 1988 l’architetto messicano Hector Ceballos-Lascurain, tra i maggiori esperti di turismo culturale e personaggio impegnato costantemente in progetti ambientalisti e sociali, provò a darne definizione unica, ben precisa. Ecoturismo è «Viaggiare in aree naturali relativamente indisturbate o incontaminate con lo specifico obiettivo di studiare, ammirare e apprezzare lo scenario, le sue piante e animali selvaggi, così come ogni manifestazione culturale esistente (passata e presente) delle aree di destinazione».
Al di là della citazione Wiki più o meno esemplificativa o comprensiva di tutti gli aspetti che il turismo ambientale può mettere in gioco, l’argomento turismo ambientale sembra doveroso di approfondimento. Il dato certo è, che sia per moda o per una più strutturata coscienza ecologica, l’esigenza e l’interesse degli italiani per un turismo che sia fortemente sostenibile è in forte ascesa.
Il primo rapporto su Turismo sostenibile ed Ecoturismo
E proprio nei giorni scorsi, è stato presentato a Roma il primo rapporto su Turismo Sostenibile ed Ecoturismo di Fondazione UniVerde che è specchio e riflesso di questa particolare tendenza.
L’indagine, realizzata su un campione di 1.000 persone rappresentativo della popolazione italiana e frammentato per sesso, età, residenza, fa emergere da un lato l’esigenza per una vacanza all’insegna della sostenibilità ambientale (considerata necessità per l’83% degli italiani), dall’altro una crescente preoccupazione per i danni, una considerazione comune tra i giovani, che possono essere provocati all’ambiente a causa di un turismo che sia decisamente invasivo o selvaggio.
Ancora, è la natura incontaminata e le bellezze paesaggistiche ad attrarre il turista italiano, poi, a seguire, il richiamo della cultura e l’interesse storico-artistico. Il movente principale è allora la natura, la sua osservazione, l’immersione in ambienti incontaminati, parchi e riserve naturali d’ Italia e pensiamo ai nostri paesaggi appenninici, alle zone forestali piuttosto che alle aree costiere. Le riserve regionali dell’Emilia-Romagna, le aree protette della Liguria, della Toscana, della Campania, della Sardegna, cosa incanta è, quindi, il patrimonio naturale, la vacanza più richiesta è quella all’insegna della scoperta delle ricchezze di un territorio.
Poi un dato che sembra, invece, in controtendenza con la costante ricerca dell’ambiente e di un suo più intrinseco rapporto: il tipo di alloggio preferito per il soggiorno turistico non è il campeggio, né l’agriturismo, ma l’albergo, quindi, a voler confermare le esigenze di comodità, comfort, benessere del turista. Il turista italiano è consapevole delle esigenze del territorio, delle sue fragilità e delle sue peculiarità, preferisce l’esplorazione, le escursioni, la cultura locale, ma non è ancora pronto a un contatto diretto con la natura e le sue implicazioni. Le modalità di informazione sulla struttura e la scelta dell’ hotel, poi, passano per la rete, una risposta forse scontata, ma di sicuro un altro elemento sensibile di considerazione e in costante ascesa nei prossimi anni.
Autore Foto: mario_ghezzi