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Aury ci conduce alla scoperta dell’Isola di Skye
Non c’è dubbio, in Scozia ho lasciato il cuore. Ma c’è un posto in particolare, che il mio cuore ha eletto a propria dimora: l’Isola di Skye. Ad oggi ho fatto due viaggi alla scoperta della Scozia, durante i quali ho visto molto e tanto altro mi resta ancora da scoprire, ma una cosa è certa: Skye ha fatto parte di entrambi i miei viaggi e sicuramente sarà una meta irrinunciabile per quelli futuri.
La più grande tra le isole che costituiscono le Ebridi Interne, Skye incanta i visitatori con i suoi affascinanti paesaggi fatti di sconfinati orizzonti, vellutate brughiere, imponenti scogliere, frastagliate montagne di origine vulcanica, loch e baie scintillanti. Elementi, questi, che rendono il panorama semplicemente mozzafiato e che consentono di entrare in contatto con le espressioni più selvagge della natura, rimanendone soggiogati. Ogni angolo di questa meravigliosa isola è da scoprire e assaporare con calma, alla ricerca di quella tranquillità che ci può far apprezzare scenari unici, incontaminati e dal fascino suggestivo. Passare anche solo qualche giorno sull’isola vi farà dimenticare il traffico cittadino e il caotico andirivieni dei principali centri turistici e al contempo vi riavvicinerà a una natura indomita, che regna incontrastata e regala scorci fenomenali.
Il nome dell’isola deriva da un termine antico che può essere reso sia con “cielo” che con “nuvole”. E poiché i colori del cielo si fondono accattivanti con i caratteristici elementi del suo paesaggio, così come le nuvole (e la nebbia) avvolgono seducenti le cime delle sue montagne, mai nome fu più appropriato di Isola del cielo o Isola delle nuvole. L’origine vulcanica dell’isola ha dato vita ad alcuni tra i più straordinari scenari scozzesi: sia che siate fotografi (professionisti e amatoriali) alla ricerca dello scatto perfetto, sia che siate escursionisti (esperti e non) alla ricerca di paesaggi indimenticabili, la magia che si respira sull’Isola di Skye non vi lascerà di certo delusi. Occorre solo armarsi di tempo e pazienza per andare alla scoperta dei tesori di Skye.
L’isola è raggiungibile in auto dalla terraferma scozzese attraverso lo Skye Bridge, che collega Kyle of Lochalsh e Kyleakin, oppure via mare con un traghetto della Caledonian MacBrayne, che collega Mallaig ad Armadale. Spostarsi sull’isola con un mezzo proprio può non essere semplicissimo, dal momento che molte strade sono a un’unica corsia di percorrenza (single track roads), ma affidarsi ai mezzi pubblici è pressoché impossibile non perché non ve ne siano, ma piuttosto perché difficilmente arrivano negli angoli più remoti dell’isola. Quegli angoli che a parer mio, invece, meritano un piccolo sforzo alla guida pur di essere visti.
Secondo la guida Lonely Planet, il panorama lungo la B8083, la single track road che porta da Broadford a Elgol, nelle giornate serene è uno dei più spettacolari che si possano contemplare su Skye. Due sono gli scorci classici, da cartolina, che si possono ammirare: la vista del Bla Bheinn oltre il Loch Slapin (nei pressi di Torrin) e la splendida veduta delle Cuillin Hills dalla baia di Elgol.
To be continued…